tradimenti
La vedova allegra.."L'amica nemica"...pt1
Marciotto
06.03.2026 |
2.347 |
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"Guido guardò la donna allontanarsi con il suo solito incedere sinuoso, poi si voltò verso Marcello con un’espressione che non lasciava scampo..."
Per Katia, Mimma era la sorella che non aveva mai avuto. Vedova da cinque anni, Mimma portava il suo lutto con un’eleganza che Katia cercava di proteggere coinvolgendo il marito Marcello in ogni minima incombenza. Marcello, però, viveva queste richieste con una profonda riluttanza. Non era solo pigrizia; era un disagio sottile verso quella donna di 60 anni, dalla pelle ambrata e dal trucco curatissimo, che lo accoglieva sempre con scollature generose e tacchi a spillo.
"Katia, chiama un idraulico!" aveva sbottato Marcello quel sabato mattina. Ma lei lo aveva convinto: "Vai tu, caro, Mimma si sente persa senza un uomo di fiducia
Marcello arrivò da Mimma di pessimo umore. Mentre imprecava sotto il lavandino del bagno per un bullone arrugginito, aprì un cassetto del mobiletto in cerca di una guarnizione e rimase pietrificato. Sotto alcuni asciugamani, giacevano diversi dildo di ogni forma. Quella visione squarciò il velo della "vedova indifesa": Mimma coltivava una fame sessuale prepotente nel segreto della sua casa.
Mimma si accorse dello sguardo di Marcello e si accasciò vicino a lui sul pavimento del bagno, con le gambe aperte. Marcello cercò di ritrarsi: "Mimma, cosa fai? Siamo pazzi?".
"Katia mi vuole bene," sussurrò lei mentre con dita esperte gli apriva la cerniera. "La plastica è fredda... io ho bisogno di calore vero."
L'eccitazione improvvisa vinse la riluttanza. Alle
12:30 Marcello chiamò Katia: "Il guasto è un disastro, non torno per pranzo". Appena riattaccato, il bagno divenne il teatro di un inizio brutale. Mimma lo avvolse con una maestria che annullò ogni suo freno: le sue labbra sapienti e la sua lingua calda cercarono il suo membro turgido con una voracità che lo fece sussultare contro le piastrelle fredde. Marcello sentiva la propria carne pulsare tra le dita curate di lei, mentre il profumo ambrato della donna gli riempiva i polmoni, rendendo l'aria irrespirabile.
Ma lo spazio era troppo stretto. Marcello la sollevò di peso e la trascinò in camera da letto, gettandola tra le lenzuola di seta. "Volevi un uomo? Adesso giochiamo alla mia maniera," sibilò lui. La spogliò con urgenza, rivelando un corpo maturo, ambrato e vibrante. Marcello la possedette con una foga dominante: la mise a novanta gradi, ammirando la curva dei fianchi ampi. Entrava e usciva con colpi sordi e decisi, alternando con sicurezza la figa all'ano, ignorando le sue deboli proteste che erano ormai solo urla di piacere selvaggio. Senza preservativo, cercò il contatto più crudo e umido, fino a concludere l'atto in modo plateale direttamente sulla bocca di lei, un fotto di sperma caldo che la donna ingoiò senza problemi e una pulizia del cazzo sapiente. Finito l'atto Marcello si vesti' e se ne andò velocemente
La sera stessa, la situazione divenne surreale. Erano a cena in un ristorante affollato con Katia e altri amici. Mentre il gruppo chiacchierava, Marcello era stordito, infastidito e preoccupato. Sotto la tovaglia, Mimma era inarrestabile: con la punta della scarpa col tacco risaliva lungo il polpaccio di Marcello, per poi infilare il piede tra le sue cosce, sfiorandogli le parti intime con una naturalezza che lo faceva sudare freddo mentre Katia gli stringeva la mano ignara0
A un certo punto, Marcello uscì per prendere una boccata d'aria. Mimma lo raggiunse subito con la scusa di una sigaretta. Approfittando dell'ombra, gli si fece vicina, lo sguardo lucido di trionfo.
"Quello che mi hai fatto oggi è incredibile... ho goduto come non mai," sussurrò fissandolo negli occhi. "Neanche mio marito era così...".
"Dai, smettila! Ora basta!" rispose Marcello con voce strozzata, guardandosi intorno terrorizzato che qualcuno potesse sentirli.
Proprio in quel momento Mimma si allontanò per rientrare, incrociando Guido, un caro amico di Marcello che stava arrivando. Guido guardò la donna allontanarsi con il suo solito incedere sinuoso, poi si voltò verso Marcello con un’espressione che non lasciava scampo.
"Marcello... tu non me la conti giusta," disse Guido con un tono tra il serio e il faceto. "Te la sei scopata, dì la verità."
"Dai Guido, smettila, non scherzare!" ribatté Marcello cercando di darsi un contegno, ma si allontanò rapidamente sentendo dietro di sé il sorriso beffardo di Guido, che aveva capito tutto.
Prima dei saluti finali, Mimma gli si avvicinò per il bacio sulla guancia. "Guai a te se parli," le aveva detto lui in bagno, ma lei, con un soffio impercettibile, gli mormorò all'orecchio: "Sabato prossimo si è rotta la tapparella in camera... dovrai tornare." Marcello salì in auto con Katia, sentendosi un estraneo, consapevole che quel segreto era ormai una bomba a orologeria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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